Estorti milioni di bitcoin a Taiwan …Ma lo scetticismo continua




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Mentre gli occhi degli appassionati investitori di Bitcoin sono puntati sulle strabilianti performance dei mercati valutari più importanti,  appare sui rotocalchi di tutto il mondo una notizia che forse si collocherebbe a metà tra la cronaca ed il gossip nell’amministrazione di un comune notiziario, ma qui su NewsBTC potremmo senza esagerare categorizzarla nella sezione analisi, oltre che tra le notizie.

Come alcuni di noi sapranno, nella sua globalità il bitcoin ha la maggior densità di adozioni nel continente Asiatico, e forse per loro raccogliere 4000 e più Bitcoin non è così difficile. In realtà di impieghi se ne scoprono continuamente di nuovi ma che sia lo strumento adatto ai riscatti lo stiamo comprovando ampliamente con i continui e sempre più costosi ramsonware che mettono in ginocchio i sistemi informativi, in particolare di attività commerciali, sfuttandone la negligenza di non aver provveduto ad un sicuro backup. In sostanza, un codice maligno esegue la scansione degli hard disk ed applica una criptazione dei file di dati con algoritmo RSA-2048, di cui soltanto l'”untore” dell’infezione( di solito via email ) conosce la chiave privata che permette la decriptazione.

In questo modo l’azione resta rilegata all’ambito informatico e, sotto minaccia di perdere irrimediabilmente il proprio archivio, si cerca di estorcere una quantità di denaro che, se inizialmente consisteva nell’invio di Euro o Dollari con sistemi di trasferimento elettronici, ha in seguito richiesto il passaggio al Bitcoin. Si potrebbe dire che il passo è corto da qui al riutilizzo dell’idea nella forma di richiesta di riscatto più tradizionale e brutale, ma il mio intento è deliberatamente di istigare una reazione avverso quanti ritengono che le masse non arriveranno mai a conoscere il Bitcoin, e che anzi siamo giunti alla soglia di raccolta della quasi totalità dei supporter, a cui solo pochi si sommeranno. Ad ogni modo, la notizia apparsa solo qualche giorno fa, riporta l’esito del sequestro di persona avvenuto il 20 settembre in New Taipei ( Taiwan ), ai danni del Sig. Wong Yuk-kwan, magnate del petrolio e proprietario della società per azioni Pearl Oriental Oil Limited, e di cui,  in seguito all’intervento della polizia il 27 di ottobre, finalmente si è giunti alla sua liberazione.

Il Sig. Wong, sebbene abbia subito lesioni fisiche ed uno stress elevato, è tornato a svolgere le sue funzioni direttive immediatamente dopo il ritrovamento. Quanto al riscatto, la richiesta iniziale è stata dell’equivalente di 70 milioni di HKD ( Honk Kong Dollar ), circa 8 milioni di Euro, che in Bitcoin ammonta a circa 36.000 !

Stando a quanto riportato da Xinhua News, alla data del 23 ottobre tutto ciò che era stato possibile raccogliere era l’equivalente di circa 4.000 BTC. Ora lasciando da un lato le speculazioni su se siano o meno stati inviati al portafoglio dei rapitori, balza subito all’occhio che è una quantità esigua e naturalmente ci spinge a porci alcune domande. Era questa una strategia di sfinimento suggerita dagli investigatori? O effettivamente nè la famiglia, nè i collaboratori e tantomeno i consulenti finanziari erano pronti davanti a tale forma di pagamento? E se per una persona così facoltosa, si incontrano limitazioni tali da non riuscire dopo un mese ad accrescere il proprio portafogli significativamente, sarà vero che il Bitcoin potrebbe determinare uno stravolgimento dello scenario economico attuale? Probabilmente non hanno avuto modo di accedere agli exchange Cinesi per via della vicenda che vedeva il Sig. Wong coinvolto in riciclaggio di denaro, oppure gli exchange ANXPRO e Gatecoin, con base ad Hong Kong,  si saranno rivelati inefficienti allo scopo. Una cosa è certa, una tale quantità di denaro anche se su OKCoin, che ha volumi quotidiani di oltre il milione, avrebbe fatto suonare qualche campanello. Qualcuno sospetta addirittura che anche nella concomitanza tra salita dei prezzi del Bitcoin e questa vicenda vi sia una correlazionecorrelazione,  seppur insinuando che i dati ufficiali non sono del tutto precisi.

D’altro lato, sembra chiaro che gli stessi rapinatori non sapevano a cosa andavano incontro, e che la loro richiesta non era adeguatamente formulata. Chiaramente tutti sanno che è il Dollaro la moneta legata al petrolio, e che al cospetto del Bitcoin questa valuta sembra una frode ( scam ). Continuando ad esigerla sicuramente gli sarebbe andata meglio!

Lode al Bitcoin che preserva anche l’incolumità dei paperoni. Speriamo ora che si possa focalizzare l’attenzione su ciò che c’è di buono nell’adottare il Bitcoin, perchè paradosso dei paradossi, sia che si consideri il punto di vista di chi già si è interessato ad esso, sia gli interessi di chi rimane arginato alle (im)possibilità del denaro fiat, abbiamo bisogno indistintamente di quel che si considera utopistico, ma in realtà è già alla nostra portata: l’utilizzo di questa moneta per le necessità più comuni.

Anche se sembra che nell’immediato il vantaggio che si può trarre dalla cryptovaluta è esiguo, da accertare accuratamente, oltre che relegato a specifiche necessità, in realtà ritengo che ogni singolo sforzo nel sostituire il bitcoin all’Euro, o al Dollaro o allo Yuan, etc… è un altro passo verso una maggiore diffusione.

NEWSBTC - EDITOR'S PICKS

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