Ethereum Frontier Release – Come si creano applicazioni decentralizzate

 

Ethereum è una piattaforma open source decentralizzata sviluppata da ETHDEV con il contributo di grandi menti in tutto il mondo che gestisce contratti intelligenti(smart contracts), ovvero applicazioni senza alcuna possibilità di downtime, censura, frode o interferenze di terzi. (dApps)
Per una descrizione più dettagliata è possibile leggere quest’articolo dedicato ad Ethereum.
Frontier è il nome della prima versione del progetto Ethereum, studiato specificamente per gli sviluppatori.
Essendo la prima release non è ancora adatta per utenti inesperti in ambito di programmazione ma presenta grandi opportunità.
L’interfaccia è da linea di comando con ambiente Javascript e permette di sviluppare, testare, distribuire e utilizzare applicazioni decentralizzate sulla blockchain di Ethereum.
Il primo passo consiste nell’installazione dell’interfaccia. Essa può essere usata per inviare ether ad altre persone, caricare o eseguire contratti, importare il proprio portafoglio pre-sale se lo si possiede oppure far diventare il proprio computer un nodo di supporto per la rete ethereum e guadagnare ether. (miners)

Il secondo passo è quello di comprare dell’ether. Ogni dApp necessita del carburante per farla funzionare, è una risorsa indispensabile. L’ether viene distribuito ai miners che l’ottengono come ricompensa per aver validato transazioni e reso sicura la rete.
Quest’ultimo può essere acquistato, o scambiato con altre altcoins, negli Exchange, personalmente consiglio Kraken.

Il terzo passo consiste nel creare il primo contratto, il Greeter, nient’altro che una semplice applicazione che ti dà il benvenuto quando l’avvii. È un ottimo inizio se non si è mai avuto a che fare con Ethereum. 😀

Il quarto passo consiste nel creare un token digitale negoziabile che può essere utilizzato come moneta, una rappresentazione di un bene, una quota virtuale, una prova di appartenenza o nulla. Essi utilizzano le API di una normale coin, quindi il contratto sarà automaticamente compatibile con qualsiasi portafoglio, exchange o diverso contratto che utilizza queste API.
La quantità totale di gettoni in circolazione può essere impostato con un semplice importo fisso oppure può oscillare a seconda del settaggio programmato.

Arrivati a questo punto dobbiamo pensare al progetto che vogliamo sviluppare. Servono soldi? Hai bisogno di un’aiuto? Tramite ethereum si possono chiedere prestiti in modo affidabile!
Usando Ethereum è possibile creare un contratto che contenga il denaro del contribuente fino a raggiungere una determinata data o obiettivo. A seconda dei risultati, i fondi saranno o rilasciati ai proprietari del progetto o ritorneranno ai contribuenti. Il tutto senza richiedere un intermediario o dover fidarsi di qualcuno.

Ora che abbiamo sviluppato la nostra dApp e abbiamo i nostri fondi è il momento di trovare un modo per gestire tutte le scartoffie burocratiche, i conti e le riunioni, insomma il lavoro più noioso. Come fare? Assumiamo una persona? Nah, perché non lasciamo questo lavoro ad un contratto ethereum!
Con Ethereum puoi affidare questo lavoro ad un contratto che raccoglierà le proposte dai vostri sostenitori, e li presenterà attraverso un processo di voto completamente trasparente.
Uno dei molti vantaggi di avere un robot che ti gestisca il lavoro è che è immune da qualsiasi influenza esterna, come è garantito che farà solo quello per cui è stato programmato.


Ora è il tuo turno! Comincia a sviluppare quello che hai sempre desiderato con Ethereum e diventa uno dei primi programmatori a sviluppare applicazioni decentralizzate!


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È già da un po’ di tempo che è stata rilasciata un’innovativa criptovaluta che ha permesso la nascita di una nuova generazione di criptomonete successive al bitcoin e alle prime altcoins, denominate criptovalute 2.0.
Il suo nome è Ether e si differenzia dalle odierne altcoins per essere usata anche come combustibile per far funzionare Ethereum; è come la benzina per le auto.

Ethereum è una piattaforma che permette di sviluppare applicazioni decentralizzate chiamate dApp, non c’è limite alle applicazioni possibili, dipende solo dall’immaginazione degli sviluppatori.
Con l’utilizzo di questa piattaforma, grazie alla tecnologia Blockchain, è possibile dare una vera svolta nell’affidabilità dei servizi online (exchange, wallet ecc.), nella privacy e nella lotta contro le truffe nei vari ambiti della vita sociale e politica.

Ma vediamo di capire bene come funziona una dApp prendendo come esempio un’app di messaggistica nota a tutti, Whatsapp.

Se invio un messaggio al mio amico Bob tramite Whatsapp, prima arriva nei server di Whatsapp, dove viene archiviato per sempre, e successivamente arriva a Bob. Questo è un sistema centralizzato. Con questo sistema le informazioni vengono controllate e possedute esclusivamente da coloro che hanno acquistato i server, i possessori di Whatsapp in questo caso, che hanno la possibilità di venderle a terzi. Gli utenti sono costretti a barattare la loro privacy in cambio di un servizio.

Invece se invio un messaggio al mio amico Bob tramite WhatsDapp, viene diviso in più parti e queste inviate a diversi computer sparsi per il mondo, ognuno dei quali svolge la propria parte del lavoro per infine far arrivare a Bob il messaggio. Questo è un sistema decentralizzato. Questi computer sono messi a disposizione da persone comuni che in cambio dell’elaborazione di queste informazioni ricevono un compenso in ether, queste persone vengono chiamate miners.
Con questo sistema gli utenti sono gli unici possessori della loro privacy e le loro informazioni sono al sicuro da terze parti o malintenzionati, grazie alla crittografia.

 

Dapp

Ethereum è una piattaforma con grandi possibilità che potrebbe addirittura cambiare l’intero sistema amministrativo odierno. Al momento è disponibile per gli sviluppatori la Frontier Release, vedremo successivamente se sarà un progetto che riscuoterà successo e lascerà la sua impronta più di quanto non abbia già fatto!

 

Un ringraziamento ad Angelo Milan per l’infographics

Questa mattina Bitcoin ha aperto i battenti partendo da un minimo che si aggirava sui 317€, per continuare a salire fino agli attuali 373€, il prezzo più alto da agosto dello scorso anno, entrando di fatto in un altro reame. È già da un paio di settimane che si registra un impennata del volume degli scambi Bitcoin, guidata principalmente da Huobi e OKCoin, ma anche Kraken ha ridisegnato il suo grafico dei volumi, alzando decisamente la media e superando più volte i 15000 bitcoin giornalieri.

Arthur Hayes, co-fondatore del mercato di derivati BitMEX ritiene che quel che si sta sperimentando in Cina con l’ulteriore svalutazione dello yuan, sta alimentando l’interesse verso il Bitcoin. Questa è la loro visione attuale:

“Coloro che iniziano a vedere le incisioni lasciate dal Bitcoin cominciano a pensare di usarlo come uno strumento per preservare il valore nel tempo. Di conseguenza, il tasso del bitcoin in China è salito, e si sono chiuse le possibilità di arbitraggio lucrando tra l’offshore e l’onshore. Questo è quel che sta alimentando la salita a cui assistiamo.”

Altrettanto noto, è l’intervento nel settore delle criptovalute proprio di grandi gruppi finanziari, che da ogni parte del mondo annunciano di avere in cantiere buoni prodotti, che andranno a servire gli utenti Bitcoin. E ciò è ragionevolmente rilevante se pensiamo che prima di tre mesi fa non eravamo abituati a commenti sulla validità della tecnologia blockchain da parte di dirigenti di istituti bancari.

Ritornando invece a parlare dei market cinesi, che sono decisamente gli autori degli andamenti dei prezzi, si ritiene che i volumi di queste due piattaforme di exchange siano “artificiali”, in special modo per via dell’assenza di commissioni sugli scambi.

Un’affermazione che è rispaldata anche dal loro diretto concorrente. Infatti secondo Bobby Lee, CEO dell’exchange cinese BTCChina, c’è una ragione in particolare e ha detto: “Quelli dietro il volume non sono i commercianti ma i consumatori che vengono risucchiati in uno schema Ponzi(link qui) russo fondato da Sergey Mavrodi, MMM”.

Nonostante quest’uomo sia l’ideatore di uno dei piu’ grandi schemi Ponzi di tutti i tempi, con il quale ha sottratto fondi per circa 10 miliardi di dollari, ora ha avviato un altro sistema di investimento con lo stesso marchio (MMM) che chiede di usare Bitcoin.

MMM Global, garantisce il 100% del profitto al mese per l’acquisto di “Mavros” da parte degli utenti, la nuova moneta usata come unità di misura degli scambi, in cui Mavrodi spiega come funzionano le altcoins e come investire in un “Fondo mondiale di aiuto umanitario”.

Che questa piattaforma stia effettivamente riscuotendo un così forte consenso è qualcosa che non ci è ancora dato di comprovare, di fatto si sa che si è guadagnata la popolarità di molti sudafricani e investitori provenienti dal Sud-Est asiatico. Il timore della community Bitcoin però, è che l’immagine pubblica del Bitcoin possa essere ancora danneggiata (vedi MtGox), e questo è qualcosa che speriamo proprio non accada nuovamente.